Bolzano
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:58
Religioni

Il vescovo Muser: Sabiona resterà un luogo di culto e spiritualità

Giornata storica per la Chiesa altoatesina. Le ultime due suore benedettine abbandonano il complesso religioso dopo 336 anni. Per il futuro la Diocesi di Bolzano e Bressanone sta consultando delle comunità religiose. Escluso un utilizzo turistico

Uno dei luoghi simbolo dell'Alto Adige. Arroccato su una rupe che domina la valle d'Isarco, all'altezza di Chiusa. Ma Sabiona è anche la culla della fede di queste terre. Sede vescovile fino a quando, nel medioevo, non fu trasferita a Bressanone. Dal1685, convento di suore benedettine. 

Ora la svolta. Dopo le 336 anni, alla fine di novembre, le ultime due suore lasceranno il complesso religioso. Oggi 21 novembre, la badessa, Maria Ancilla Hohnegger ha consegnato le chiavi al vescovo della diocesi di Bolzano e Bressanone Ivo Muser durante una messa di commiato. Giornata storica, ha spiegato Muser. Per il Vescovo la chiesa di Santa Croce e il complesso religioso sono la culla della fede in Alto Adige. E anche il futuro sarà all'insegna della spiritualità. "Questo luogo simbolo della nostra terra rimane segnato dall'ora et labora delle benedettine. Spero che ci sia continuità nella discontinuità, faremo di tutto affinché Sabiona rimanga un luogo di spiritualità che infonde speranza“, ha detto monsignor Muser. 

Sono in corso contatti con comunità, colloqui sul futuro di Sabiona ma al momento non si è ancora arrivati a un risultato concreto. In attesa di trovare un‘adeguata soluzione, la Diocesi si occuperà della cura, manutenzione e gestione dell’areale del monastero.

					

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