Bolzano
27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 13:13
Ambiente

Attenzione alla processionaria, sempre più diffusa in Alto Adige

Ha un nome religioso, ma è decisamente pericolosa. E' la processionaria, insetto così chiamato perché quando si sposta lo fa in fila indiana. Una delle zone dove è maggiormente presente è la val Venosta.
di Lucio Giudiceandrea; montaggio Paolo Morato

Se nel bosco vedete nidi bianchi come questi, tessuti tra i rami dei pini, statene lontani. Sono nidi di processionaria e contengono fino a cento larve; se i loro peli vengono a contatto con la pelle o peggio ancora con le mucose, possono causare reazioni gravi. Il problema è che ce n'è sempre di più, in Venosta e in alte valli dell'Alto Adige, dice Georg Pircher, direttore dell'Ispettorato forestale di Silandro.
Le larve si nutrono di aghi di pino. In primavera abbandonano i nidi, marciando in fila indiana, per interrarsi e trasformarsi in crisalidi. Quindi va evitato anche il terreno intorno agli alberi infestati. Si studiano diversi metodi per ridurre la diffusione di questo insetto. Il più ecologico  è riconvertire i boschi introducendo nuove specie vegetali che danno spazio anche agli antagonisti della processionaria. Un metodo efficace, ma dai tempi decisamente lunghi.

 

					

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