Bolzano
27 Gennaio 2022 Aggiornato alle 13:13
Economia & Lavoro

Cannucce di plastica fuorilegge, all'Alpiplast biodegradabili dal 2012

Da venerdì 14 gennaio è vietata la vendita di prodotti di plastica monouso per alimenti. La normativa europea impone alle aziende la riconversione degli impianti. Ma l'azienda di Parcines - 5 milioni di cannucce al giorno - si è mossa per tempo
di Luigina Venturelli, montaggio di Daniel Hainz

Venerdì 14 gennaio 2022: vietata la vendita di molti prodotti di plastica monouso per alimenti, come bicchieri, piatti e cannucce. Una rivoluzione verde, quella decisa dall'Unione europea, che impone alle imprese del settore la riconversione industriale verso materiali biodegradabili. Alla Alpiplast di Parcines, una delle maggiori aziende a livello nazionale - 5 milioni di cannucce prodotte ogni giorno, quasi 2 miliardi ogni anno - il cambiamento è partito con largo anticipo.
La sperimentazione è iniziata nel 2012 ed oggi - racconta Verena Golser, responsabile vendite Alpiplast - le cannucce in materiale compostabile PLA hanno già conquistato buone fette del mercato gastronomia, con baristi e esercenti attenti alla sensibilità ecologica dei clienti.
Non così l'industria, che fino all'ultimo giorno possibile si è riempita i magazzini di cannucce di plastica da vendere con succhi e bevande in brick. Il problema, ovviamente, è il costo, di 4 volte superiore alla plastica per il materiale bio e di 7-8 volte per la carta.
.Maggiori costi che dovranno sostenere anche i produttori. L'Alpiplast investirà 1,7 milioni di euro per poter realizzare cannucce in carta. Ma quelle in plastica non spariranno, ancora vendibili fuori Europa e per usi diversi dall'alimentare.

					

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