Bolzano
01 Ottobre 2022 Aggiornato alle 23:00
Arte & Cultura

Un "librino" di Maddalena Fingerle intorno alla gravidanza

"Una proposta stronza" è un breve testo che, nella finzione letteraria, l'autrice scrive come reazione alla richiesta di trasformare in un libro il proprio essere incinta
di Marco Passarello - montaggio: Alessandro Indrieri

Difficile trovare un esordio letterario più apprezzato di quello di Maddalena Fingerle. Con il suo Lingua Madre la 28enne bolzanina, ora ricercatrice a Monaco, ha vinto non solo il prestigioso premio Calvino riservato agli esordienti, ma anche il Flaiano, il Comisso e numerosi altri. A un anno e mezzo di distanza torna in libreria. Ma non è davvero la sua opera seconda. Lei stessa lo definisce un "librino". Un divertissement curioso fin dal titolo: Una proposta stronza.
Si tratta di un excursus, a metà tra saggio e autobiografia, sulla gravidanza, che si immagina scritto come piccata risposta a un editore che ha chiesto all'autrice di trasformare in un libro la sua attesa di un figlio. Proposta che è solo una finzione letteraria, anche se l'autrice è incinta davvero, e il suo proposito è quello di scrivere un libro che avrebbe potuto scrivere anche se non fosse stata incinta. Perché, come dice citando Maxim Gorki, "non occorre essere stati in padella per scrivere di una cotoletta". Insomma, un gioco di specchi tra finzione e realtà, per sfuggire alle trappole del facile autobiografismo.
Il librino esce per Tetra, nuova e insolita casa editrice che il 4 di ogni mese pubblica quattro racconti, in formato quadrato, al prezzo di quattro euro. 
Per il vero secondo romanzo di Maddalena Fingerle dovremo aspettare. Intanto però a settembre uscirà il suo saggio su Torquato Tasso e Giovan Battista Marino, una monografia intitolata Lascivia Mascherata.

					

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