Sturm am Manaslu, una tragedia della montagna di 50 anni fa

Prima mondiale a Innsbruck per l'ultimo film di Reinhold Messner, nato dall'incontro a Castel Juval dei sopravvissuti della spedizione tirolese sulla vetta dell'Himalaya nel 1972. Nella discesa una tempesta provocò due vittime

Ritrovarsi a Castel Juval 50 anni dopo per rielaborare quanto avvenuto durante la spedizione sul Manaslu, in particolare la perdita di due amici, Andi Schlick e Franz Jaeger. E' lo spunto da cui prende le mosse il nuovo film di Reinhold Messner.

Messner era riuscito a raggiungere da solo la vetta dalla parete sud del Manaslu, il 25 aprile 1972. Durante la discesa si scatenò una spaventatosa bufera di neve. Prima si persero le tracce di Jaeger; Schlick e Fankhauser lo andarono a cercare. Si salvò solo Horst Fankhauser, che nel servizio racconta come dovette fare appello a tutte le sue forze. Fu la visione quasi soprannaturale della moglie e del figlio a farlo resistere, la tempesta terminò e lui riuscì a raggiungere i compagni, 2000 metri più in basso.

L'incontro avvenuto lo scorso inverno in Val Venosta tra i cinque sopravvissuti alla spedizione tirolese, che era guidata da Wolgang Nairz, è la base su cui Reinhold Messner - regista e produttore del documentario - ha innestato foto e documenti sonori, unici materiali dell'epoca.

L'intento - ha spiegato l'alpinista altoatesino - è porre la questione se l'alpinismo estremo e i suoi rischi siano giustificabili. Il film dà una risposta, ma spetta agli spettatori condividerla o no.