Plan de Corones, raddoppiati dalla pandemia i turisti dall'est

Non più solo russi. Tanti i polacchi, oltre a cechi, croati, serbi. Nuovi arrivi che spingono le prenotazioni negli alberghi anche a fine gennaio

Sulle Dolomiti passano sempre meno inosservati. Se i russi erano e restano sciatori danarosi, ora la concorrenza arriva sempre più dall'est. Cechi, croati, serbi - e fra loro anche Novak Djokovic. Tanti, ancora di più, i polacchi.
Vip a parte, l'asso del tennis atterrato a Bolzano è un affezionato della val Gardena, sono i "nuovi ricchi", la nuova borghesia degli ex satelliti sovietici, la sorpresa del turismo post pandemia.

Stesso albergo, stesse piste. A Plan de Corones i polacchi sono presenze stagionali. Prenotazioni dall'est raddoppiate negli ultimi due anni, stimano gli operatori. Si resta in media per una settimana, anche grazie ai pacchetti online rivolti all'area: il marketing dei comprensori guarda sempre più al turismo internazionale, anche al mercato di britannici e americani. 

Arrivi che in Alto Adige colmano i vuoti, un tempo, di questo periodo. Piste e stanze sempre piene, addio per gli albergatori alla pausa di fine gennaio. Nel servizio l'intervista a uno sciatore dalla Polonia.