Calabria
17 Maggio 2022 Aggiornato alle 23:37
Cronaca

Giornata della memoria, manifestazione al campo di Ferramonti di Tarsia

Anche la prefetta di Cosenza Ciaramella alla commemorazione nell'unico campo d'internamento calabrese, con i sindaci della zona e rappresentanti di tre diverse religioni per un appello alla fratellanza
di Ilaria Raffaele

Il dovere della memoria, per non dimenticare ma soprattutto per non ripetere l'orrore. Ferramonti è un monumento al ricordo, una tappa obbligata ogni 27 gennaio. La cerimonia di quest'anno è un lungo, accorato appello alla fratellanza tra tutti gli uomini e le donne. Lanciato a una sola voce dai rappresentanti religiosi cattolici, ortodossi, ebraici.
Non ripetere il dramma dello sterminio compiuto dai nazifascisti, un monito che si estende alle tragedie dei giorni nostri. Per farlo, occorre che ognuno si faccia portatore di memoria.
“Deve essere ricordato non solo nel giorno della memoria, ma tutti i giorni – ha detto la prefetta di Cosenza, Vittoria Ciaramella – per far sì che le nuove generazioni sappiano che queste atrocità non devono essere più commesse e per evitare che si possa negare quanto avvenuto. È necessario invece che se ne parli tutti i giorni e che si eviti che il seme dell’antisemitismo continui ad esistere nei nostri giorni”.
 Un'urgenza, ora che il tempo passato è diventato molto e il vento dell'antisemitismo torna a soffiare. Il testimone dunque passa ai più giovani: sono loro a dover ricordare alle generazioni future che l'olocausto c'è stato davvero.

					

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