Sicurezza sul lavoro e caporalato, l'Anmil: "Troppi infortuni"

Aumentano le denunce di infortunio nella nostra regione. Dai dati Inail, nei primi sette mesi dell'anno, sono aumentati di oltre il 40%. Un bilancio che evidenzia un'emergenza

L'Anmil, l'associazione mutilati ed invalidi del lavoro, a Crotone riporta l'attenzione sul mondo del lavoro irregolare o sommerso. ​Un fenomeno grave quanto sottostimato. Una situazione che rimanda anche allo sfruttamento e a condizioni di lavoro disumane, dove non esiste né prevenzione né le elementari regole di sicurezza. "Parlare di sicurezza, vuol dire salvare vite umane - dice Antonio Carlizzi, presidente regionale Anmil - anche perché in Italia muoiono 3 persone al giorno. Nessuna famiglia vuole avere la notizia di perdere il proprio caro che si reca sul posto di lavoro".

L'ispettorato nazionale del lavoro è in campo con la sua attività di prevenzione e promozione della legalità. Aumentano, intanto, il numero degli ispettori in servizio in tutte le regioni: "Non ci sono aree geografiche escluse - dice Bruno Giordano, direttore ispettorato nazionale del lavoro - perché in tutti i settori economici c'è del lavoro nero e quindi ci sono attività che violano le normative sulla sicurezza sul lavoro".

Diffondere la cultura della sicurezza nel mondo del lavoro è il compito della scuola di testimonianza dell'Anmil. "Chi ha avuto un infortunio ha un'esperienza che può trasmettere agli altri - dice il direttore scientifico della scuola della testimonianza Anmil Sergio Mustica - quindi essere utili agli altri è il primo modo per aiutare se stessi. Se poi questo oltre che un volontariato in alcuni casi può diventare una vera professione: formatore, testimonial, consulente alla sicurezza, per offrire un'esperienza al servizio della comunità"