Caso Ferrerio, le motivazioni della Cassazione: "Passalacqua voleva uccidere"
Tre mesi fa la condanna del 25enne crotonese è diventata definitiva: la Suprema Corte ha rigettato il ricorso della difesa del giovane
Determinato a provocare la morte di Davide. Non lascia spazio a dubbi la Suprema Corte: quella sera d'agosto del 2022 Niccolò Passalacqua è uscito di casa con l'intenzione di uccidere, poi ha realizzato il suo piano, con un'aggressione dal carattere professionale, scrivono i giudici nelle motivazioni, con dolo omicidiario. Tre mesi fa la condanna del 25enne crotonese è diventata definitiva, con la sentenza della Cassazione che ha rigettato il ricorso della difesa del giovane. Fallisce il tentativo dei legali di Passalacqua di riqualificare il reato da tentato omicidio a lesioni gravissime. Uno solo il colpo dell'aggressore alla vittima, la tesi difensiva, Davide finì in coma a seguito dell'impatto col terreno e a causa della fragilità delle sue ossa (il ragazzo bolognese sarebbe affetto da osteogenesi imperfetta). Una tesi rigettata dalla Corte, la violenza di quell'unico pugno, la condotta prima dell'aggressione, le ammissioni di Passalacqua subito dopo ("ero accecato dall'ira" raccontò agli inquirenti). Tutto conduce ad un'unica conclusione: voleva uccidere Davide.
C'è quasi riuscito, il ragazzo bolognese in vacanza a Crotone, che Passalacqua scambiò per un corteggiatore della sua ragazza, è in coma irreversibile da quasi tre anni. Il suo aggressore resterà in carcere per 12 anni e otto mesi. "La minima risposta - secondo i difensori dei Ferrerio - che la giustizia doveva alla famiglia del ragazzo".