E' morto Marcello Colasurdo, il "re della tammorriata"

Fondatore del "gruppo operaio E' Zezi", ha collaborato con numerose realtà musicali e come attore di cinema e teatro

Marcello Colasurdo
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Marcello Colasurdo

“Adesso alzate le vostre tammorre nell'alto dei cieli e suonate per me! Io da lì continuerò a suonare per voi nei cerchi della terra e dei campi elisi. Grazie a tutti per l'amore che mi avete dato!” Questo il messaggio apparso sulla pagina Facebook di Marcello Colasurdo che ne ha annunciato la morte quest'oggi. Il “re della tammorriata”, 68 anni, era da tempo in precarie condizioni di salute - aveva subito l'amputazione di un arto inferiore dopo quella di un piede - e viveva una situazione economica non ottimale. L'ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva chiesto che potesse essere aiutato con la Legge Bacchelli. Sulla sua pagina Facebook la dottoressa Mariapia Marroni, che lo seguiva, ha scritto che i funerali si terranno domani: "Marcello è alla cappella del Cardarelli oggi se volete salutarlo. Domani pomeriggio i funerali nella chiesa San Felice di Pomigliano. Poi vi scriverò orario". Tanti i messaggi di cordoglio sui social per uno dei maggiori interpreti della musica tradizionale campana. Nato a Campobasso, si trasferì a Pomigliano d'Arco a soli 10 anni. Nel comune del Napoletano entrò a far parte - come voce - dello storico gruppo degli Zezi. Nel ‘96, invece, fondò i Marcello Colasurdo Paranza. Nella sua carriera pluridecennale ha collaborato con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Modena City Ramblers, Almamegretta e 99 Posse, recitando anche al cinema e in teatro con registi come Federico Fellini, Antonio Capuano, Mario Martone. Nel 2001 era stata la voce dell'album "Aneme perze" degli Spaccanapoli, uscito per l'etichetta Real Word di Peter Gabriel.