È andato al giornalista e scrittore Angelo Scelzo, direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei”, il Premio Bartolo Longo, giunto alla quarta edizione ed organizzato dai Lions Club Pompei Host con il patrocinio del Comune di Pompei.
La serata, svoltasi venerdì 16 ottobre nella Sala “Marianna De Fusco” della Casa comunale, è stata introdotta dai saluti del Sindaco, il dottor Giuseppe Tortora, dell’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, e del Presidente del Lions Club Raimondo Sorrentino. In ogni intervento è stata messa in luce l’importanza speciale del riconoscimento assegnato quest’anno, pochi giorni dopo il 5 ottobre quando la Città mariana e i devoti della Madonna di Pompei, in tutto il mondo, hanno celebrato i cento anni dalla morte di San Bartolo, figura ancora oggi attualissima. Inoltre i molteplici aspetti della sua personalità richiedono ancora l’impegno della ricerca, dell’analisi, dello studio. Non si finisce mai di scoprire San Bartolo come evidenziato dal moderatore della serata, il professore Luca Steardo, docente dell’Università La Sapienza di Roma. “La narrazione – ha spiegato – deve andare oltre la descrizione di un uomo che ha fondato il Santuario e le Opere. La sua figura va sottratta alle semplificazioni agiografiche perché è enormemente complessa”. Il professore Sergio Tanzarella, docente della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, ha proposto una lettura dell’ultima pubblicazione di Angelo Scelzo, “Bartolo Longo, la santità che si fa storia” (pubblicato dalle Edizioni del Santuario di Pompei e da Francesco D’Amato editore) rimarcando come l’autore abbia scritto pagine nate da “una frequentazione intensa con San Bartolo”, che riescono a evitare il pericolo di “riduzioni fuorvianti ce orientano al vuoto spirituale”. “È una biografia – ha proseguito – che nasce da una conoscenza profonda, una biografia (per quanto l’autore non voglia dirla tale) controllata, ancorata alle fonti. Ne emergono nuclei problematici, a cominciare dalle difficoltà gravi affrontate da Longo nella sua vita”. Inoltre, nel libro, è essenziale il contesto storico senza il quale non si può comprendere la figura del protagonista intorno al quale gravitano figure di santi dei quali spesso non si comprende “quanto abbiano influito sulla nostra terra in un clima difficile di anticlericalismo. Bartolo Longo è esempio di quanto le incomprensioni si possano sempre superare. Di fronte alle grandi questioni della storia si pone in maniera geniale”. Il professore Giuseppe Palmisciano, direttore dell’Archivio storico della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, si sofferma sul Longo giornalista ed editore e sui grandi conflitti di fine Ottocento tra la stampa cattolica e la stampa liberale e laicista. Un tempo difficile nel quale Longo fondò, nel 1884, “Il Rosario e la Nuova Pompei”, periodico che diede impulso a numerose altre pubblicazioni cattoliche (i cattolici faticavano a trovare pubblicazioni in linea con il proprio pensiero). “Longo – ha spiegato il docente – ha saputo conservare memoria di quanto avvenisse a Pompei e non per una questione di orgoglio personale. In Santuario c’è un tesoro prezioso al quale attingere per gli studi: l’Archivio storico”.
A proporre che il Premio di quest’anno, una scultura in bronzo realizzata dal sacerdote e artista Battista Marello, fosse assegnato proprio ad Angelo Scelzo è stato il “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio”, guidato da Eduardo Siniscalchi, che nel prendere la parola ha ricordato l’impegno del giornalista salernitano nel raccontare la figura del Fondatore. Le motivazioni sono state lette invece dall’avvocato Claudio D’Alessio, promotore del Premio, che in sintesi ha ricordato la prestigiosa carriera di Scelzo: “Vicedirettore dell’Osservatore Romano, responsabile della comunicazione per il grande Giubileo del 2000, direttore dell’Angenzia Fides, primo laico a ricoprire il ruolo di sottosegretario del Dicastero della Comunicazione, poi Vice Direttore della Sala Stampa vaticana, da oltre quarant’anni dirige il periodico Il Rosario e la Nuova Pompei, fondato da Bartolo Longo, cattolico meridionalista fervente e impegnato, giornalista e scrittore, autore di saggi intrisi di una profonda fede verso il prossimo, editorialista di Avvenire e del Mattino. A coronamento del suo impegno ha saputo, nel suo recentissimo e ultimo saggio dedicato a San Bartolo rinvenire come il laico santo, nel momento in cui si aprì a Dio, pose al centro i poveri, i diseredati, i bisognosi, assumendo in tal modo le vesti di un’autentica figura giubilare”.
A concludere la serata il “grazie” di Angelo Scelzo che, commosso, ricorda di essere il più longevo dei successori di Bartolo Longo alla direzione de “Il Rosario e la Nuova Pompei”. Pompei, dove ha cominciato la sua carriera giornalistica, è ancora oggi luogo del suo impegno professionale a servizio della Chiesa, della Madonna del Rosario e di San Bartolo.