E' fra i contemporanei italiani più amati nel mondo

Mimmo Paladino, "L'arte è combattimento"

Così si racconta l'artista nell'atelier di Paduli

Per Mimmo Paladino, nato a Paduli nel 1948, ma vissuto a Napoli,  “l’arte è un combattimento: un corpo a corpo con la materia da forgiare, plasmare, modellare”. Fin dagli anni Ottanta l’artista mette in scena e in dialogo pittura e scultura, introducendo nella superficie del quadro forme e oggetti di recupero della memoria. Le sue sculture rimandano a una statuaria primordiale assorta in una calma straniante, una metafisica ancestrale, sciamanica, arcaica, ricca di riferimenti al mito, all’immaginario archetipico.  Ecco dunque apparire frammenti di figure, mani, teste, elementi di una poetica che fonde spazi e epoche diverse, definendo un alfabeto di segni molto riconoscibili, che però non hanno un significato di senso univoco. Per Paladino l’artista dà vita a una materia informe che preesiste a lui. E’ un demiurgo, un essere dotato di capacità creatrice e generatrice, senza la quale “è impossibile che ogni cosa abbia nascimento”. Il demiurgo per eccellenza per Paladino è Don Chisciotte: “Colui che vede cose che altri non vedono”.