Da Napoli a Pompei a piedi, famiglie e giovani in cammino per la Vergine

L'arcivescovo Battaglia alla testa dei fedeli, in occasione del giubileo per i 150 anni dell'arrivo del beato Bartolo Longo

Il pellegrinaggio mariano a piedi verso Pompei, cammino storico ed espressione di una devozione radicata, inizia con il raccoglimento nel Santuario del Carmine Maggiore, dove si ritrovano in tanti. I momenti che precedono la partenza sono intensi. Fuori dalla Basilica. davanti alla teca che custodisce l'effige di Maria, si prega e ci si commuove.

Un applauso scioglie la tensione e dà il segnale della partenza, sotto l'insegna di una croce lignea. Il corteo orante e pieno di speranza si incammina verso Pompei. Ci sono tanti giovani, molte famiglie. Tra loro chi ha ricevuto una grazia, chi invece la chiede, ma anche chi è in cerca di risposte. Al loro fianco, fino al volgere della sera, l'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia.

In piazza Giovanni XXIII, a due passi dal Santuario mariano, è l'arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo ad accogliere i pellegrini dopo un cammino di quasi otto ore. La celebrazione eucaristica salda la comunione fra la Chiesa diocesana, l'Azione Cattolica, i fedeli che - come dice don Mimmo Battaglia nella sua omelia - nella solitudine o nelle difficoltà avvertono il bisogno di un aiuto e trovano quell'aiuto in Maria, nella fede, nel pieno del cammino giubilare per i 150 anni dell'arrivo a Pompei del beato Bartolo Longo.