La "randonnèe" del Casertano, un altro modo per amare il ciclismo

Una "tappa" da 207 chilometri da percorrere in un tempo prestabilito. L'hanno corsa in cento, attraversando borghi tra i più belli dell'area

Per completare una randonnèe, (origine francese, diffusione mondiale e un seguito crescente in Italia), un cicloamatore deve percorrere almeno 200 chilometri in un determinato limite di tempo.

In quella denominata "La via delle sorgenti", 207 chilometri con partenza e arrivo nel casertano a Pietravairano, ci hanno provato in 100 ed è stato un successo.

L'evento, organizzato dall'associazione Cambia su un itinerario con dislivello di quasi 3.000 metri, ha avuto il merito di promuovere il turismo sostenibile e un territorio, tra il Parco Regionale del Matese e quello di Roccamonfina, capace di mettere in vetrina natura, eccellenze agroalimentari e borghi medievali come Riardo, Pratella, Letino, Sant'Angelo d'Alife.

L'altro merito è quello di aver fatto conoscere questa disciplina in cui i concorrenti scelgono se pedalare in gruppo o da soli, attraversano punti di controllo predeterminati (vidimando una carta brevetto) e in cui l'ordine d'arrivo è ininfluente.

Prossimo appuntamento il 17 settembre con la "Randonnée Reale Borbonica": scenario, la Reggia di Caserta.