Beatrice e la genesi de 'Il Gattopardo''

'La principessa di Lampedusa' di Ruggero Cappuccio ripercorre la storia della madre di Giuseppe Tomasi e svela l'origine di un capolavoro

La Palermo in cui il 9  maggio 1943 Beatrice Mastrogiovanni Tasca Filangieri di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi, sceglie di tornare è distrutta dalle bombe che non hanno risparmiato palazzo Lanza. 363 cadaveri e un silenzio che è come 'una garza purulenta'.

Comincia così l'ultimo romanzo di Ruggero Cappuccio 'La principessa di Lampedusa' presentato a Napoli al teatro Sannazaro con letture di Gea Martire, Enzo De Caro, Claudio Di Palma. Un lavoro in cui fatti storici e invenzione artistica sono collegati da un ponte, quello dei desideri. La  principessa in quel mondo ormai scomparso organizzerà anche, incredibilmente, un ballo. Ciò che è perduto può vivere ormai solo nella scrittura, nelle pagine di un romanzo che Beatrice ha cominciato anche per sfidare il timido e tormentato figlio Giuseppe perché scriva anche lui. 

"Di quel romanzo, spiega l'autore Ruggero Cappuccio, abbiamo ritrovato solo 2 pagine, ma sappiamo da testimoni che parlava della fine di un'epoca e dell'aristocrazia, dell'impermanenza, esattamente come "Il Gattopardo" il cui titolo provvisorio fu, non a caso, 'Ultime luci'. 

Beatrice che fin da piccola ha cominciato, scrive Cappuccio, a 'segare le sbarre della cella' passa il testimone del coraggio, delle scelte che rompono schemi, alla sua giovane dirimpettaia Eugenia, come quest'ultima farà poi con un'altra ragazza. "Scopriamo, dice l'autore, che la vera eredità non sono i feudi ma lasciti spirituali e scopriamo donne modernissime che forgiano il futuro attraverso i loro desideri".