L'incontro

Geolier agli studenti di Scampia: "Noi ragazzi di periferia abbiamo fame"

Lunghe code per il rapper del Rione Gescal: "Da voi posso solo imparare". E il rettore Lorito replica alle polemiche: "L'università è questa"

Finisce con i selfie tra i ragazzi in un'aula magna pienissima il pomeriggio cominciato con le file all'esterno del complesso di Scampia dell'ateneo Federico II. Un incontro in cui Geolier ha scelto di essere soltanto Emanuele, il più vero, il più fragile: “Qui non posso insegnare niente a nessuno, anzi sono io che posso imparare qualcosa da voi”.

I 42 dischi di platino, il miliardo di streaming su Spotify restano a margine. Emanuele Palumbo, 24 anni, risponde alle domande, parla di sogni, ansie, paure del 12enne che faceva freestyle in cameretta, del suo quartiere, il Rione Gescal di Secondigliano, della famiglia, della rabbia per i pregiudizi su Napoli, di un'infanzia che definisce matura ma che lo ha reso ciò che è: “Noi siamo più forti - dice agli studenti - perché veniamo dalla periferia e abbiamo fame”.

Il rettore Matteo Lorito dopo le tante polemiche ricorda: “Nel giro di una settimana in quest'università ci sono state lezioni di Barbero e Recalcati, poi Emanuele Palumbo, poi Alberto Angela. Non saremmo a Scampia se non fosse questo il nostro dna”.