Il suono della fede nel santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano

Nell'ultima campagna di scavi rinvenuti flauti del X secolo perfettamente funzionanti. Le loro melodie risuonano nella grotta

Il complesso di San Michele ad Olevano sul Tusciano costituisce un episodio unico nel panorama degli insediamenti altomedievali europei, un grande santuario altomedievale miracolosamente cristallizzato nelle sue fasi monumentali dell’VIII e del X secolo. Riqualificato nelle forme oggi visibili da un principe di Benevento nella seconda metà dell’VIII secolo, le fonti scritte ne attestano l’inserimento nel novero dei maggiori luoghi di pellegrinaggio internazionale del IX secolo, al pari di santuari quali Monte Sant’Angelo, le tombe degli Apostoli a Roma e le basiliche di Gerusalemme. All’interno della grotta per parecchie centinaia di metri si snoda un percorso devozionale segnato da sette cappelle disseminate lungo un sentiero a partire da una altura poco distante dalla bocca della grotta, fino alla più completa oscurità. Le cappelle realizzate tra la fine dell’VIII secolo e gli inizi del IX, conservano stucchi e affreschi di grande rilevanza che le collocano tra le più alte espressioni storico-artistiche dell’Europa del tempo. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce decine di miglia di reperti altomedievali di interesse scientifico e artistico notevolissimo. Tali elementi permettono di ricostruire una rete di relazioni e contatti che –passando dal santuario olevanese- tra i secoli IX e X giungeva dalla Mesopotamia all’Africa del Nord, fino all’Europa settentrionale. La Grotta di Olevano si configura come una sorta di contenitore di unicità che si possono così riassumere: Unico santuario altomedievale internazionale conservatosi integro nelle strutture in elevato. Gli altri santuari (Monte S.Angelo, Roma, Gerusalemme, Santiago de Compostela) conservano di fatto solo frammenti delle strutture originarie; Unico insediamento rupestre nell’Europa medievale all’interno della quale sono costruite cappelle in muratura. La cappella dell’Angelo custodisce l’unico ciclo completo di affreschi altomedievali campani. Gli strumenti musicali rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche costituiscono il più cospicuo ripostiglio di strumenti musicali altomedievali d’Europa; tra questi, quattro flauti rappresentano alcuni tra gli strumenti musicali europei più antichi (probabilmente i più antichi in assoluto) ancora funzionanti.

Nel contributo, intervengono:

Alessandro Di Muro Università della Basilicata

Paola Valitutti archeologa e guida turistica

Angelo Plaitano etnomusicologo

Sergio Marino archeologo

Pasquale Di Lascio suona un flauto del X secolo