Montecalvo Irpino, la città del pane e delle grotte

Viaggio alla scoperta del borgo tra opere d'arte e gastronomia locale

Il borgo di Montecalvo Irpino inizia a strutturarsi nel corso del Medioevo: tantissimi i simboli di questo comune che prende il nome da “monte calvus”, senza alberi.

Tantissime grotte portano al centro del paese e alla torre di avvistamento di epoca normanna. Punto strategico della via Francigena, Montecalvo vantava di poter accogliere i pellegrini nell'Ospedale di Santa Caterina già dal 1110.

Si viaggia attraverso la storia con i resti del ponte romano, i blocchi in pietra, simbolo della democrazia, dove chiunque voleva poteva liberamente misurare le fascine di grano, la cinquecentesca statua della Madonna dell'Abbondanza che ha nella pupilla dell'occhio destro un piccolo teschio secondo i restauratori impossibile da attribuire a mano umana.

Da visitare il museo della religiosità montecalvese con al centro la figura di San Pompilio Maria Pirrotti, precursore del diritto allo studio.

Cinquecento metri di murale raccontano storia e tradizioni di Montecalvo, il cui prodotto d'eccellenza è il pane ma le pacchiane del posto vantano anche i cicatielli, uno speciale formato di pasta fatta a mano offerto a tutti nel corso della sagra del 10 agosto mentre otto giorni dopo c'è il palio delle pacchiane.