Omicidio Coppola, ad uccidere l'ingegnere un solo colpo

Si ipotizza una ritorsione della camorra, indagini a tutto campo

L'ingegnere Salvatore Coppola, l'uomo ucciso ieri sera a San Giovanni a Teduccio, non era esattamente uno sconosciuto. Pregiudicato, era stato arrestato nel 2009 in seguito ad un'inchiesta partita da Firenze su camorra, riciclaggio e usura iniziò a collaborare con la giustizia. Per anni in un programma di protezione, l'uomo che quando era giovane aveva svolto anche il ruolo di perito per il Tribunale, era tornato da poco a vivere nel suo quartiere. E' stato ucciso pare da un solo colpo di pistola esploso ieri sera nel parcheggio di San Giovanni. L'ingegnere aveva l'ufficio nella strada che costeggia il parcheggia, in corso Protopisani. Le modalità dell'esecuzione fanno pensare ad una chiara matrice camorristica: l'ipotesi è che i clan non gli hanno perdonato la scelta di collaborare e lo hanno punto appena possibile, poco dopo essere tornato a casa. Ma le indagini sono a 360 gradi e solo all'inizio, affidate alla squadra mobile di Napoli coordinate dall'antimafia. Coppola era stato anche ascoltato nel 2013 nell'ambito dell'inchiesta della Procura napoletana che indagava sulla connessione tra politica corrotta e criminalità organizzata: ascoltato dal pm Henry John Woodcok, aveva riempito verbali proprio sulla speculazione edilizia di San Giovanni a Teduccio, aveva parlato di affari nel settore immobiliare e presunte corruzioni anche non direttamente riconducibili alla criminalità di stampo mafioso. Coppola era legato a doppio filo, per sua stessa ammissione, al capo dell'ufficio tecnico comunale di San Giovanni a Teduccio Orlando Antino, all'epoca condannato per aver favorito i clan Sarno e Mazzarella.