Ex Whirlpool

Italian Green Factory: investimento quasi triplicato

Si passa dai 28 milioni di euro iniziali ai 72 milioni annunciati nel corso del vertice al MIMIT. Affollata assemblea dei lavoratori, la prima lontano dal sito produttivo di via Argine, chiuso per il via ai lavori previsto per l'8 aprile

Per la prima volta l’assemblea dei lavoratori della ex Whirlpool si svolge fuori dallo storico stabilimento di via Argine. Le tute blu si ritrovano nei locali dell’associazione “Figli in famiglia”: una fabbrica di solidarietà nel cuore dell’ex area industriale, ospitata in quello che un tempo era uno stabilimento produttivo. 

In via Argine i cancelli sono chiusi: perché il prossimo 8 aprile partiranno i lavori di demolizione e di ricostruzione dei capannoni dove sorgerà la Italian Green Factory, l’azienda napoletana che ha assorbito i circa 300 ex lavoratori dalla multinazionale americana degli elettrodomestici.

L’annuncio dell’AD dell’azienda, Felice Granisso, è arrivato ieri a margine dell’incontro al Ministero dell’impresa e del Made in Italy, dove si è fatto il punto sulla situazione. L’investimento complessivo lievita dai 28 milioni di euro iniziali fino a 72 milioni e, in attesa di approntare il vecchio stabilimento, l’azienda annuncia la possibilità di avviarne uno già pronto che sorge poco distante, per rispondere alle commesse su inseguitori solari e cabine di trasformazione, commesse che sono in aumento.

Questo significherebbe far tornare al lavoro in anticipo sulla road map alcuni operai. Per ora restano in cassa integrazione e attendono di partire con un percorso di formazione sul quale, sostengono, la Regione aveva ipotizzato un’integrazione economica che di fatto ora non c’è

Nel servizio l'intervento di Desiree Cocozza, operaia, e di Rosario Rappa, della segreteria nazionale della Fiom-Cgil.