Autonomia differenziata

“La risposta del Sud” nel comparto sanitario

Progetti e idee a confronto tra le regioni del sud per affrontare al meglio le sfide dei prossimi anni per il servizio sanitario, anche alla luce delle riforme

Per tre giorni Napoli è stata capitale del dibattito nazionale sull’autonomia differenziata. Da un lato la protesta, dall’altro il confronto e la proposta almeno in campo sanitario tra le regioni meridionali. Fari puntati sul governo della Salute e le cure di prossimità, sul nodo del personale che manca e delle risorse insufficienti con un focus sulle opportunità nel corso della Winter School “La risposta del Sud” organizzata da Motore Sanità. 
C’è un sud che ce la fa in sanità, nonostante gli svantaggi strutturali: dalle minori risorse sulla quota pro capite alla dotazione di personale. Con esperienze pilota che fanno ben sperare, come la rete oncologica campana, quinta in Italia per performance che ha permesso di recuperare fino a 40 milioni di euro in migrazione sanitaria. In pochi anni, si è ridotta sensibilmente l’abitudine di farsi curare altrove. E ora molte regioni del sud, a cominciare dalla Calabria passando per la Basilicata, ma anche Marche e Lazio vogliono adottare questo modello 

Nel servizio gli interventi di:
Antonio Postiglione – Direttore generale sanità Regione Campania
Ernesto Esposito - Sub-commissario alla sanità Regione Calabria