Per la corte, l'uomo ha avuto una condotta omissiva

Processo per omicidio Maimone, titolare chalet indagato per falsa testimonianza

Il pubblico ministero secreta la lista dei prossimi testimoni per evitare condizionamenti

Troppi "non so" e "non ricordo". E così al processo per l'omicidio di Francesco Pio Maimone, il titolare di uno degli chalet sul lungomare di Mergellina, passa da testimone a indagato. Udienza sospesa a causa della condotta ritenuta omissiva, un avvocato d'ufficio assisterà l'imprenditore nel procedimento per falsa testimonianza; in questo nuovo status di indagato, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Proprio per evitare tentativi di condizionamento, il pubblico ministero ha preferito non rivelare i nomi dei testimoni convocati per la prossima udienza, prevista per il 17 aprile.

"Non ricordo di aver detto questo", "Non so chi abbia partecipato al litigio per la scarpa". Queste alcune delle dichiarazioni rese dal titolare dello chalet ascoltato come testimone. Alla scorsa udienza, l'uomo non si era presentato davanti alla corte d'assise, per questo motivo è stato accompagnato in modo coatto in aula dai carabinieri. 

Gli agenti della polizia scientifica hanno confermato che il proiettile calibro 38 special che ha ucciso Maimone è stato esploso da circa quindici metri di distanza. Il colpo non è stato sparato in aria. 

Prossime udienze: 17 aprile, 8 e 14 maggio.