Salerno, si fingevano funzionari di Poste Italiane per rubare i risparmi

Obbligo di firma per cinque presunti truffatori, tra questi tre donne. L'inchiesta partita dalla denuncia di un giovane raggirato

Si fingevano funzionari dell’ufficio antifrode di Poste Italiane, utilizzavano utenze che apparentemente sembravano riferibili al medesimo ufficio ma in realtà erano dei truffatori.

Cinque persone sono state raggiunte da altrettante misure cautelari dell'obbligo di firma emesse dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della procura nell’ambito di un procedimento penale nel quale erano già state eseguite altre tre misure a carico di persone accusate di essere autori di truffe per phishing, ovvero, un tipo di frode attraverso la quale si richiedono informazioni personali alle vittime fingendosi interlocutori affidabili.

A cadere nella rete dei truffatori un giovane che a seguito dell’inganno telematico aveva perso tutti i propri risparmi. Da qui gli uomini della sezione operativa della Sicurezza cibernetica della polizia postale di Salerno, coordinata dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Campania, Basilicata e Molise, hanno poi raccolto ulteriori elementi accusatori grazie a perquisizioni e sequestri di materiale informatico. Indizi importanti che hanno portato il giudice a comminare le misure eseguite.