Teatro

"Shakespeare re di Napoli", il dialetto si fa musica

Il testo di Ruggero Cappuccio ha rotto i confini con la sua lingua barocca emozionando tutto il mondo

Un testo, “Shakespeare re di Napoli”, di Ruggero Cappuccio, che dopo la prima rappresentazione nel 1994 al Festival di Santarcangelo, ha avuto centinaia di repliche in tutto il mondo emozionando, infrangendo confini con la sua lingua barocca, carica di invenzioni, sull'asse vero e immaginario tra la Napoli seicentesca e la Londra di Shakespeare, e nel 2023 è diventato anche un film.

Claudio Di Palma, protagonista della messa in scena teatrale, parla della lingua che si fa musica nel sesto degli incontri sul dialetto organizzati a Napoli dalla Fondazione “Campania dei Festival”. 

In “Shakespere re di Napoli”, ha spiegato l'autore, i sensi rivendicano nella partutura, nella concertazione, nel suono, una comunicazione intuitiva, con l'invenzione di una sinfonia del dire.

Il ciclo di incontri, che si concluderà il 27 maggio, continua lunedì 8 aprile con l'appuntamento dedicato a dialetto e musica.