Terra dei fuochi, oggi in commissione il procuratore Del Prete

L'aggiunto ha fatto il punto sui nuovi interessi della criminalità in tema rifiuti

Non c'è pace per la terra dei fuochi nonostante controlli e pattugliamenti. Questa la summa dell'intervento in Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti di Michele Del Prete, procuratore aggiunto. L'area continua a essere interessata da sversamenti illegali ma oggi non sono più le organizzazioni camorristiche a sversare ma piccoli gruppi criminali ingaggiati di imprenditori locali, ha detto il magistrato. Inoltre non c'è solo la terra dei fuochi ma anche il territorio casertano e l'area di Giugliano a essere interessate dal fenomeno. I gruppi camorristici oggi - ha spiegato Del Prete - sono più interessati ai traffici verso altre regioni, come la Puglia, o all'estero come testimonia l'ultima inchiesta della Procura di Potenza che ha coinvolto anche un funzionario della Regione. Questi traffici, chiarisce il magistrato, avvengono con la complicità di funzionari pubblici. Si registra inoltre un nuovo filone, quello legato all'attività dei rom che raccolgono nei loro campi i rifiuti per poi bruciarli con grave danno per la salute pubblica. “Le pene previste sono insufficienti - ha detto Jacopo Morrone, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta - perché non permettono l'arresto quando c'è uno sversamento illegale di una certa consistenza. Bisognerebbe intervenire in maniera preventiva, controllare i rifiuti quando arrivano negli stabilimenti dove vengono lavorati e vedere quanti ne entrano e ne escono”.