"Presto andrò in Paradiso", scriveva Annalisa Durante nel suo diario. Vent'anni fa l'omicidio.

Il 27 marzo un concerto in chiesa e un corteo per ricordare la quattordicenne uccisa a Forcella, vittima innocente di una sparatoria di camorra. L' omaggio di Maurizio De Giovanni.

Annalisa Durante avrebbe 34 anni.  Ne aveva solo 14 la sera del 27 marzo  2004, quando fu uccisa a Forcella, vittima innocente di una sparatoria di camorra. “Per noi il dolore si rinnova ogni giorno”, dice il papà, Giannino. 
 

Nel rione, ora  sempre più attraversato dai turisti, qualcosa è cambiato. Nella  biblioteca, voluta dal padre, dal Diario di Annalisa, curato dalla giornalista  Matilde Andolfo,  la voce della quattordicenne, bravissima a scuola, ricca di sogni, sempre pronta ad aiutare i più deboli,  torna a vivere e le sue parole, “so che presto andrò in Paradiso”, suonano come un presagio. Un senso di caducità forse  condizionato, dice la giornalista, dalla  morte del giovane Claudio Taglialatela, anche lui vittima innocente della criminalità.  

il 27 marzo nella chiesa di San Giorgio Maggiore alle 10 concerto e  preghiere,  poi, dice Giuseppe  Perna, presidente della Fondazione Annalisa Durante,  un corteo fino alla biblioteca. Non per deporre un fiore ma per lasciare un libro in memoria di Annalisa.

E per l'angelo di Forcella, parole d'autore, quelle di Maurizio De Giovanni. “Cara Annalisa. Perché è indimenticabile. Perché è viva e sorride. Perché resterà il simbolo della lotta senza le armi, contro la violenza. Per Annalisa, con amore”.