La tragedia di Vida e Vincenzo

Lei, ventenne iraniana, era venuta in Italia per studiare. Lui, 24 anni, web-designer, aiutava anche il padre in pizzeria. Sulle salme dei due giovani verrà eseguita l'autopsia

Quando Alfredo Nocerino ha aperto il box auto di sua proprietà ha trovato l'auto rossa ancora in moto, il corpo del figlio Vincenzo, 24 anni, esanime. Accanto quello della fidanzata: Vida, 20 anni, iraniana, regolarmente in Italia per studiare, anche lei priva di vita. La scena straziante di due fidanzati che per cercare un posto tranquillo per un po' di intimità, hanno scelto il garage sotto casa di lui, di proprietà del padre, a Secondigliano, periferia settentrionale di Napoli.

Hanno chiuso la saracinesca alle spalle della macchina e l'hanno lasciata con il motore acceso, probabilmente per far sì che funzionasse il riscaldamento. Non avevano fatto i conti con i gas di scarico della macchina che hanno riempito il box e poi l'abitacolo della macchina: è questa l'ìipotesi degli investigatori che propendono per un tragico incidente. I due ragazzi sono stati prima storditi dal monossido di carbonio e poi sono morti per le esalazioni.

Le salme sono state sequestrate e portate al Policlinico dove verranno sottoposte ad autopsia. A Secondigliano rimane lo sconcerto per la fine di Vincenzo, webdesigner che la sera lavorava con il padre nella sua pizzeria e per Vida, che viveva in uno studentato e che a Napoli aveva trovato l'amore.