Ucciso per errore e sciolto nell'acido: altri 3 arresti per l'omicidio Giaccio

24 anni fa uno scambio di persona e l'esecuzione a opera di affiliati al clan Polverino. Risolto anche il delitto Manna. Gratteri: "Fondamentale utilizzo delle tecnologie"

I Carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a misure cautelari emesse dal gip del tribunale partenopeo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, relative a due omicidi aggravati dal metodo mafioso.

In particolare ci sono altri 3 arresti per l'omicidio di Giulio Giaccio. L'uomo nel 2000 fu scambiato per un'altra persona e sciolto nell'acido dal clan Polverino di Marano di Napoli.

Giaccio era un operaio di 26 anni. Nel luglio del 2000 venne ucciso per errore. Il suo corpo venne poi sciolto nell'acido. Già detenuti e sotto processo altri tre uomini che si finsero poliziotti per sequestrare Giaccio,ora sono finiti in carcere altri tre indagati ritenuti nell'orbita del clan Polverino: si tratta di Salvatore Simioli, Raffaele D'Alterio e Salvatore De Cristofaro a cui si è giunti attraverso le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia. Giaccio, che non aveva mai avuto nulla a che fare con la camorra, venne scambiato per un giovane che aveva importunato la sorella di un affiliato: per ucciderlo i criminali si finsero poliziotti e lo sequestrarono. Poi l'efferato delitto.

I carabinieri del nucleo investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, poi, hanno arrestato 3 persone accusate dell'omicidio di Pasquale Manna, 58 anni, originario di Casalnuovo. Manna è stato ucciso un anno fa nella periferia est di Napoli. Il  58enne è stato colpito mentre era in auto nei pressi di un distributore di carburanti nel territorio di Volla, in via Ravioncello. Nonostante fosse ferito, tentò la fuga ma arrivato a Ponticelli morì per le ferite riportate. Manna cadde in un'imboscata nell'ambito della faida di camorra tra vecchi e nuovi clan di Ponticelli: era ritenuto il reggente del clan Veneruso-Rea di Casalnuovo. Il presunto esecutore del delitto è un altro elemento di spicco dello stesso sodalizio criminale: Francesco Rea risultato subito positivo alla prova dello stub, catturato mentre si accingeva a bruciare i vestiti indossati al momento dell'omicidio. Gli altri due arrestati per questo omicidio sono Luigi Romano e Giorgio Bilangia.

Nel servizio le interviste al procuratore di Napoli Nicola Gratteri; al generale Enrico Scandone, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli; al colonnello Andrea Leo, reparto operativo dei carabinieri di Napoli e al colonnello Pantaleone Grimaldi, comandante dei carabinieri di Torre Annunziata.