Condono, 60mila pratiche arretrate. Il Comune punta sui professionisti esterni

A Napoli si prova a mettere mano a un vulnus che dura da quasi 40 anni. L'obiettivo è anche fare cassa: possibili introiti per 70 milioni di euro

Potrebbe essere arrivata a una svolta la vicenda dei sessantamila napoletani che aspettano da anni una risposta alla propria pratica di condono edilizio. Per sbloccare un vulnus che in molti casi va avanti dal 1985, anno della prima sanatoria targata governo Craxi, il Comune si affiderà a un pool di professionisti esterni che affiancheranno i propri funzionari. I tempi? un mese per licenziare la delibera in Consiglio, altri trenta giorni per vedere i rinforzi al lavoro. L'obiettivo, sottolinea il presidente della commissione Urbanistica, è anche economico, perché il Comune potrebbe recuperare in tutto settanta milioni di euro.

Poi andrà affrontata la questione delle pratiche riguardanti aree sottoposte a vincolo, un terzo del totale. Da questo punto di vista, si mira a un protocollo d'intesa con la soprintendenza per individuare criteri certi nella definizione delle pratiche. Per evitare discrezionalità dei funzionari e agire per macroaree piuttosto che per singola istanza. Si vedrà.

Nel servizio l'intervista al presidente della commissione Urbanistica Massimo Pepe.