Il museo rinnovato

Affreschi, sculture, ville d'ozio: la riscoperta dei tesori di Stabia

Al "Libero D'Orsi" trovano spazio oltre 500 reperti che riportano alla luce la città sepolta, come Pompei ed Ercolano, dall'eruzione del 79 d.C.

I reperti esposti sono oltre cinquecento. Affreschi, sculture, suppellettili di sofisticata fattura. Hanno trovato finalmente casa i tesori di Stabia, per troppo tempo senza una precisa collocazione.

A Castellammare, nella Reggia di Quisisana, sito borbonico che, grazie alla realizzazione al suo interno del museo intitolato all'archeologo Libero D'Orsi, è stato riqualificato dopo lunghi anni di abbandono, era stata già inaugurata una prima sezione nel 2020, poi la chiusura per lavori di risistemazione, e ora una versione più ampia e rinnovata del museo può contare anche su apparati didattici e multimediali e sul racconto del rapporto tra l'antica Stabia e il paesaggio vesuviano.

Le ville che sorgevano in quella era una meta privilegiata dell'élite dell'impero romano per le sorgenti termali e i panorami sul golfo, erano in alcuni casi ville d'ozio, lussuose residenze dalle pareti riccamente decorate, con affreschi di grande raffinatezza che raccontano la propensione per i piaceri sensuali accanto al culto delle divinità domestiche, come nel caso del prezioso Larario. Le suppellettili di grande eleganza testimoniano il senso estetico che permeava ogni aspetto della vita quotidiana nelle classi più agiate.

Un accordo è stato firmato con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli: in prestito reperti lì normalmente custoditi e provenienti da Stabia, a rotazione per tre anni. Oltre alle splendidi collezioni, anche un centro di formazione e digitalizzazione in 3D. 

Sepolta come Pompei ed Ercolano dall'eruzione del 79 dopo Cristo, Stabia però in seguito rinacque anche perché era l'unico sbocco dopo la scomparsa di Pompei verso Nocera. Tra le novità la realizzazione di depositi aperti al pubblico, che custodiscono altri preziosi reperti. Tra questi recenti rinvenimenti ad opera del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri: erano finiti in una collezione privata, sono 125 e vanno ad arricchire le collezioni del museo.

Nel servizio le interviste a Maria Rispoli, direttrice del museo archeologico Libero D'Orsi, e Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei