Incendio della Venere degli Stracci, al via il processo d'appello

Il 32enne senza fissa dimora, Simone Isaia, condannato a quattro anni in primo grado. L'arcivescovo Battaglia: "Pronti ad aiutarlo"

Si rivolge al giudice, don Mimmo Battaglia. "La prego - scrive l'arcivescovo di Napoli - di non considerare questa mia lettera come un'intromissione. Il mio scopo è unicamente quello di sottolineare come il giovane in questione sia innanzitutto una persona in difficoltà".

Il giovane in questione è Simone Isaia. Il 32enne senza fissa dimora condannato, in primo grado, a quattro anni per l'incendio della Venere degli Stracci. L'opera di Michelangelo Pistoletto bruciata nel luglio scorso pochi giorni dopo la sua installazione in piazza Municipio. Per Isaia, inizia adesso il processo di appello.

"Le mie - scrive ancora Battaglia - sono le parole di un prete arrivato troppo tardi e che, assieme alla sua Chiesa, ha tutta l'intenzione di riparare dichiarandosi disponibile a seguire Simone in percorsi di accoglienza e riabilitazione".

Sulla vicenda interviene anche il Garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello. "La sentenza di primo grado - dichiara - è sproporzionata ed eccessiva. Mi auguro che sia ridimensionata in appello. Simone è una persona in difficoltà ma non pericolosa".

Una nuova Venere degli Stracci è stata collocata nelle scorse settimane in piazza Municipio. Resterà in esposizione ancora per un paio di mesi per poi restare in dono alla città.