Riciclaggio di denaro sporco, così il clan ripuliva i propri soldi
Al centro dell'inchiesta il pluripregiudicato Massimiliano Di Caprio
Avevano bisogno di ripulire i soldi, tantissimi soldi provenienti dalle attività illecite di cui sono concessionari indiscussi e per fare questo bisognava comprare attività che i contanti li facessero girare. Come una pizzeria. Meglio una nota pizzeria: così i Contini hanno messo gli occhi e le mani appena possibile sulla pizzeria del presidente, facendola acquistare da Debora Capasso, 46 anni e tante centinaia di migliaia di euro da investire. E magari da moltiplicare. I soldi arrivavano dal clan a cui è riconducibile l'ex marito della donna: Massimiliano Di Caprio, il nome attorno a cui ruotano compagne, mogli, amici e cognati, è il deus ex machina degli affari che fa concludere ad altri perché lui non può. Vanta una fedina penale da "delinquente abituale" come definito dagli inquirenti. Spaccio, lesioni personali, evasione. Questo però non lo tiene lontano dalla ribalta. Alla pizzeria è lui il capo, il titolare come lo chiamano i dipendenti, è sempre lui che, picchia il titolare di un agenzia di viaggi per farlo scappare dall'attività per poi ricomprarla ed intestarla alla nuova compagna ed è sempre Di Caprio che compra con un poliziotto compiacente un panificio sempre nel centro storico, appannaggio dei clan che permeano, sempre di più, il terreno e l'economia della città.