Cresco 7, il supercomputer open-source
Al centro ricerche Enea di Portici operativo il supercalcolatore che prelude a un nuovo step in autunno con sempre maggiore potenza e sostenibilità
Si simula uno tsunami nel golfo di Napoli. Un'altra simulazione, quella di un uragano medio nell'Egeo, è un modello che poi si è verificato. Sono alcune tra le tante applicazioni che nascono dai supercalcolatori. Al centro ricerche Enea di Portici è operativo Cresco 7.
“La potenza di calcolo, mezzo petaflop, non è l'elemento più importante, spiega il ricercatore Guido Guarnieri. Lo è invece l'architettura completamente open-source del software, base per i nuovi imminenti sistemi iperperformanti.
Undici i ricercatori nel laboratorio diretto da Francesco Iannone all'interno della divisione guidata da Giovanni Ponti. ”Dalla sala controllo, dice Matteo Fois, monitoriamo lo stato dei cluster, le temperature, i lavori in corso degli utenti, possiamo intervenire fisicamente sulle macchine in caso di criticità".
Scienza dei materiali, energia, tecnologie nucleari, biotecnologie tra i campi di ricerca per centri nazionali, università, aziende. Il settore climatico è oggi tra i più importanti. Giuseppe Santomauro ci mostra lo stretto di Gibilterra. "Dal nostro monitor è evidente come lo stretto impedisca, dato l'aumento delle temperature globali, l'abbassamento del mediterraneo di anno in anno".
Cresco 7 è figlio e fratello del supercomputer Cresco 6, ancora macchina di riferimento per la potenza di calcolo. Ed è lo step che porta, a livello di software, al potentissimo Cresco 8, atteso in autunno. Macchina da 10 petaflop, mille trilioni di calcoli al secondo, ipersostenibile "perchè vedrà - spiega il ricercatore Giovanni Cascone - il recupero dell'energia termica usata per il raffreddamento. Produrremo altra energia elettrica per ogni esigenza del centro di Portici".