La tradizione

Guardia Sanframondi ritrova la processione: "In nome dell'Assunta, battetevi!"

A sette anni di distanza dall'ultima volta si rivedranno uomini in tuniche bianche e cappuccio flagellarsi il petto. Attese centinaia di persone

"In nome dell'Assunta, battetevi!". Questo incitamento fu gridato per l'ultima volta tra i vicoli di Guardia Sanframondi nel 2017. Domenica 25 agosto, nel paese del Beneventano ci sarà di nuovo la processione dei battenti, il culmine di una settimana di eventi religiosi che rientrano nei Riti Settennali in onore dell'Assunta. 

Una tradizione che affonda le radici nel Medioevo e si svolge appunto per una settimana, la prima dopo il Ferragosto, ogni sette anni. 

Gli abitanti dei quattro rioni di Guardia Sanframondi - Piazza, Croce, Fontanella e Portella - sfilano un giorno per ciascuno, in una processione di penitenza e una di comunione. Si ricostruiscono attraverso dei figuranti, episodi dell'Antico e Nuovo Testamento, i cosiddetti "Misteri". Il sabato l'antica statua lignea della Madonna col bambino viene estratta dalla teca in cui è conservata per sette anni, e il giorno successivo portata in processione. 

I battenti, in tunica bianca e cappuccio per rendersi irriconoscibili, si flagellano il petto con delle spugne chiodate, altri guardiesi disinfettano le ferite con del vino bianco. L'antropologo e scrittore Marino Niola, definisce quelli di Guardia Sanframondi, "l'ultimo grande rituale di penitenza dell'Occidente"

Sette anni fa furono circa mille i battenti, Guardia Sanframondi conta circa cinquemila abitanti, ma i Riti sono uno straordinario attrattore culturale e ciò impone uno sforzo organizzativo notevole per un piccolo paese. Centinaia di turisti popolano il borgo per assistere alla cerimonia, i guardiesi emigrati in tutto il mondo fanno ritorno nella terra di nascita propria o dei propri antenati.