Fanghi inquinanti nel Rio Lanzi, sequestrato un impianto a Sparanise
Indagato il titolare. Con prelievi e campionamenti i Carabinieri del Nucleo Forestale e l'Arpac sono risaliti all'azienda che dalla zona Asi sversava nel torrente concentrazioni oltre la norma. Per due anni i cittadini hanno segnalato i miasmi.
I cittadini di Sparanise erano allarmati dai miasmi che provenivano dalle acque del Rio Lanzi. Nei sopralluoghi, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Calvi Risorta le hanno scoperte scure e maleodoranti. Le loro indagini, coordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, e svolte in collaborazione con la polizia municipale e i tecnici dell'Arpac di Caserta, hanno permesso di risalire, con una serie di prelievi nei tratti fognari utilizzati da ciascuna impresa della zona Asi, a quella che scaricava illecitamente fanghi inquinanti: un impianto di smaltimento di rifiuti non pericolosi e di trattamento fanghi. Il sequestro preventivo d'urgenza dello stabilimento è stato convalidato dal Gip che ha confermato l'ipotesi del Procuratore Pierpaolo Bruni. Dalle acque del Rio Lanzi sono emerse concentrazioni oltre la norma di azoto nitroso, ammoniaca, alluminio, fosforo, ferro. La ditta inoltre smaltiva illecitamente tonnellate di rifiuti. Il titolare della società è indagato per i reati di inquinamento ambientale e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.