Reati ambientali in Campania: +50% nell'ultimo anno

I Carabinieri Forestali presentano bilancio attività 2025, il generale Ciro Lungo: "Aumentano gli arresti con la flagranza differita"

Rifiuti abbandonati e bruciati, sversamenti abusivi in fiumi e in mare, incendi boschivi. La Campania resta il fronte della tutela ambientale in Italia. Su questa linea , quotidianamente, sono impegnati i Carabinieri forestali. I dati del 2025 segnano un trend chiaro: “Reati perseguiti in aumento del 50% tra il 2024 e il 2025, anche grazie al nuovo decreto e alla flagranza differita”, spiega il comandante regionale, il generale Ciro Lungo. 

Resta la principale fonte di allarme l'inquinamento di natura industriale. Spesso conseguenza della clandestinità dell'attività: fabbriche fantasma che smaltiscono il residuo della lavorazione interrandolo o bruciandolo. Complessivamente l'attività in Campania dei Carabinieri Forestali segna 73.275 controlli, 3.480 reati perseguiti, 1.044 sequestri 27 arresti e 2.515 illeciti amministrativi contestati, per sanzioni pari a quasi 3 milioni di euro. 
La piaga degli incendi si conferma ferita profonda in Campania: 469 in totale, più della metà in provincia di Salerno oltre 7.000 gli ettari percorsi dal fuoco. 

Il dato positivo è che aumentano le denunce, 45,  e gli arresti, 5. Fondamentale l'uso delle microtelecamere. Una rete di sorveglianza destinata ad allargarsi. Droni e occhi elettronici per proteggere il patrimonio boschivo della Campania.