La vertenza

Arcelor Mittal, calvario lungo un anno. E ora entra in scena il Mimit

La comunità locale blocca il subentro di Fonderie Pisano, i 32 operai chiedono soluzioni alla Regione, l'azienda salernitana chiama in causa Roma

Il 12 marzo 2025 l'annuncio di Arcelor Mittal: chiude lo stabilimento di Luogosano. Il 21 novembre lo rilevano le Fonderie Pisano. Trentadue operai firmano i licenziamenti sicuri di essere riassunti a fine 2027. Ma il territorio si ribella a una fabbrica potenzialmente inquinante. Da altre tre aziende, due irpine, è arrivata la manifestazione di interesse. 

Ora è tutto in stand by. Così i sindacati e i lavoratori, in presidio davanti alla prefettura di Avellino, chiedono alla Regione Campania di trovare una soluzione. Ma la vertenza potrebbe spostarsi al ministero delle imprese e del made in Italy: Fonderie Pisano ha chiesto l'apertura di un tavolo di crisi dopo l'autorizzazione negata al sito di Salerno. 

Nel servizio le interviste a uno dei lavoratori, poi a Giuseppe Morsa, segretario Fiom Cgil Avellino, Elisa Mazzone, presidente del comitato “Proteggiamo la Valle del Calore”, Luigi Galano, segretario generale Fim Cisl Irpinia Sannio, un altro operaio, poi a Ettore Iacovacci, segretario Ugl Metalmeccanici Avellino, e Michele Rizzo, Rsu Fiom Cgil ex Arcelor Mittal