STRAGE BOLOGNA, "operazione Diabolica di

La requisitoria della procura: "Utilizzò La nipote come alibi"

STRAGE BOLOGNA, "operazione Diabolica di
ANSA
Paolo Bellini

"Un'operazione diabolica". È definita così, dal pg di Bologna, Nicola Prota, la decisione di Paolo Bellini di coinvolgere la nipote minorenne Daniela per costruirsi un alibi che lo scagionasse da un suo possibile coinvolgimento nella strage di Bologna.

È quanto emerge nell'udienza odierna del processo ai mandanti all'attentato alla stazione di Bologna, dedicata, come le precedenti, alla requisitoria della Procura Generale. In questa prima parte, il sostituto procuratore spiega che la mattina del 2 agosto, Bellini partì da Scandiano insieme alla nipote di 9 anni, Daniela, per recarsi nel capoluogo emiliano e, in seguito, in Romagna per raggiungere la moglie e partire per le vacanze estive.

Secondo Prota, l'arrivo di Bellini a Bologna apre tre scenari possibili su a chi sia stata affidata la bambina. Secondo il primo, rimase in auto; oppure affidata al padre, Aldo Bellini; o infine lasciata a un uomo di fiducia, Luciano Ugoletti, anche lui, secondo la Procura, presente in stazione il 2 agosto. Proprio su quest'ultimo dettaglio, viene inserita un'altra possibilità per cui Daniela venne lasciata a Ugoletti che, a sua volta, l'affidò a Cristina Borghini che, tempo dopo, diventerà sua moglie.