Falsi green pass, in tribunale gli interrogatori di garanzia

Sono comparse davanti al Gip le due dottoresse e la loro collaboratrice finite agli arresti domiciliari a Ferrara. "Scelta deontologica" dice una delle professioniste

Falsi green pass, in tribunale gli interrogatori di garanzia
TGR Emilia-Romagna
La dottoressa Chiara Compagno

Scelte difensive diverse per le tre indagate coinvolte nella maxi inchiesta di Guardia di Finanza e Procura di Ferrara su false vaccinazioni e green pass irregolari. Questa mattina gli interrogatori di garanzia in Tribunale sono iniziati con la dottoressa Marcella Gennari e la figlia e collaboratrice Francesca Ferretti - assistite dall’avvocato Giorgio Canal - che si sono avvalse della facoltà di non rispondere e si sono riservate la facoltà di ulteriori dichiarazioni.

Opposta la decisione dell’altro medico agli arresti domiciliari, Chiara Compagno. La dottoressa ha risposto a tutte le domande del giudice, ha spiegato uno dei suoi legali dopo l’interrogatorio, durato meno di un’ora. Che poi ha aggiunto altre parole destinate a far discutere: “la sua è stata una scelta deontologica, fatta tenendo sempre presente il bene dei pazienti”. La dottoressa si è detta serena del suo operato. Nonostante le gravi accuse ipotizzate dalla Procura: falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. 

Sono imponenti i numeri dell’inchiesta: soltanto tra gennaio e febbraio, 157 casi di green pass ottenuti in maniera irregolare, 42 casi di scambio di denaro documentati, 120 indagati, accertamenti su 3mila persone tra pazienti e loro famigliari. E poi verifiche su due farmacie, e sull’ipotesi che abbiano fatto tamponi falsi. Le difese non hanno presentato al momento istanza di revoca delle misure cautelari.

Il servizio di Pasquale Notargiacomo