L'assistenza sanitaria dei rifugiati

Vaccini, farmaci, tamponi. A Modena donne e bambini in fuga dal conflitto vengono aiutati dai medici dell'Ausl

L'assistenza sanitaria dei rifugiati
TGR Emilia Romagna
Donne e bambini si registrano a Modena per le pratiche sanitarie

Le voci dei bambini risuonano nell’hangar 2 dell’ex aeronautica di Modena, ora dedicato alle pratiche sanitarie per i profughi giunti dall’Ucraina: ogni giorno decine di bambini e donne, alcune in gravidanza. Lo coordina la dottoressa Cecilia Pellicciari dell’azienda sanitaria modenese. 

Nadia lavora come badante, e il figlio della donna che assiste ha voluto essere con lei, mentre si registrano i parenti appena arrivati: due giovani donne e cinque bimbi.
Qui vengono forniti tessera sanitaria, pediatra per i bambini, farmaci e vaccinazioni per chi ne ha bisogno, e contatti con le altre istituzioni per le pratiche di soggiorno o gli aiuti alimentari.
Natalia ha portato qui le figlie, 13 e 18 anni, andando a prenderle in auto al confine con la Slovacchia. Il sollievo di essere in salvo non cancella però l’angoscia per chi è rimasto in Ucraina: molti, con un’applicazione sul cellulare, controllano la frequenza degli allarmi bomba nelle proprie città d’origine.

Sono più di 3 mila - al 9 marzo - i profughi arrivati in Emilia-Romagna, secondo i dati comunicati dalle prefetture. Circa 1400 i minori. Ma i numeri aumentano di ora in ora.
A Bologna come punto di accesso per documenti e procedure sanitarie Comune e Ausl stanno allestendo una tendostruttura in piazza XX Settembre, davanti alla stazione centrale. Dovrebbe essere attiva da domani, venerdì 10 marzo.