Profughi trasferiti. È ancora polemica.

Sono partiti per altre destinazioni 128 rifugiati accolti a Rimini

Profughi trasferiti. È ancora polemica.
tgr
Profughi in arrivo all'hub di Castenaso

Avrebbero dovuto lasciare Rimini in 400, diretti a sette diverse regioni italiane, ma solo 128 sono effettivamente partiti. Non si placa la polemica sui profughi ucraini accolti in una dozzina di hotel dell'associazione "Riviera sicura". Sabato, dopo un vertice in Prefettura, la decisione sulla lista di persone da destinare - per disposizione del Ministero - a centri di accoglienza in Liguria, Piemonte, Molise, Abruzzo, Marche, Basilicata e Puglia. Ma la maggior parte si è rifiutata di partire. Alcuni degli albergatori hanno dichiarato che continueranno a ospitarli gratis, dicendosi però anche disponibili a entrare nel sistema di accoglienza pubblico, ricevendo un rimborso. I bandi sul sito della Prefettura mettono a disposizione 33 euro a persona al giorno: una cifra all'interno della quale si devono garantire anche mediazione linguistica, assistenza psicologica e pocket money. E -  a quanto si apprende - non tutte le strutture sarebbero in grado di garantire i requisiti minimi richiesti. L'accoglienza di "Riviera Sicura" è iniziata nelle prime settimane di marzo, con anche due pullman partiti da Rimini con aiuti e rientrati carichi di profughi. Gli albergatori affermano di avere già sostenuto 150mila euro di spese per l'accoglienza di oltre 700 persone. Intanto, alcune delle famiglie ucraine già trasferite hanno trasmesso ai connazionali foto e video che mostrerebbero - a loro avviso - l'inadeguatezza delle strutture nelle quali sono stati sistemati nelle altre regioni.