L'autopsia di Samantha Migliore: silicone in vena

I risultati degli esami sul corpo della 35enne morta a Maranello durante un ritocco estetico al seno. Indagata una 50enne trans brasiliana

L'autopsia di Samantha Migliore: silicone in vena
Ansa
Samantha Migliore

E' stato svolto oggi l'esame autoptico sul corpo di Samantha Migliore, la 35enne morta a Maranello nel corso di un ritocco estetico al seno. Nel corpo della donna sarebbe stato trovato un quantitativo molto ingente di silicone che sarebbe entrato anche in un vaso sanguigno. L'ipotesi è quindi che il materiale, vietato in Italia per le iniezioni per fini estetici, possa aver causato trombi o emboli che hanno portato al rapido decesso della donna.

Si rafforzerebbero quindi i profili di responsabilità in capo a Pamela, la cinquantenne che ha effettuato l'iniezione indagata per morte come conseguenza di altro reato, esercizio abusivo della professione e omissione di soccorso. L'autopsia, durata cinque ore, è stata svolta dal medico legale Vittorio Gatti del policlinico di Modena in presenza del consulente della difesa di Pamela e di quello del marito della vittima. 

"Ritengo che con l'esame di oggi - commenta l'avvocato Daniele Pizzi, che rappresenta il marito della 35enne e che ha nominato come consulente di parte il professor Arnaldo Migliorini - si sia accertata la responsabilità della morte". Ora le analisi proseguiranno e le conclusioni saranno depositate in 90 giorni. Dai primi esiti sembrerebbe che il silicone sia stato iniettato in un vaso sanguigno. L'inchiesta è per esercizio abusivo della professione, omissione di soccorso e morte in conseguenza di altro reato.

Il servizio di Francesco Tomei