Al via il dibattimento sui presunti affidi illeciti in Val d'Enza

A Reggio Emilia a processo con rito ordinario 17 imputati

Al via il dibattimento sui presunti affidi illeciti in Val d'Enza
Tgr Emilia Romagna
Il tribunale di Reggio Emilia.

Nessuno dei diciassette imputati si è presentato in aula, alla prima udienza del processo per i presunti falsi affidi di Bibbiano. C’erano invece alcuni dei familiari delle piccole vittime dei servizi sociali della Val d’Enza, che si sono costituiti parte civile. E oggi, a quelle già ammesse se ne sono aggiunte altre, tra cui l’ordine nazionale degli assistenti sociali, che vorrebbe affiancarsi al ministero della giustizia, che si considera danneggiato perché le false relazioni hanno tratto in inganno i giudici del tribunale dei minori di Bologna. Alcuni dei quali, tra cui l’allora presidente del tribunale Giuseppe Spataro, saranno citati come testimoni. Lo scandalo di Bibbiano è deflagrato nel giugno 2019, con una serie di arresti compiuti dai carabinieri. Come ha ricostruito il sostituto procuratore Valentina Salvi, diversi bambini sono stati tolti alle famiglie senza un reale motivo e sottoposti a sedute di psicoterapia, durante le quali sono stati convinti di aver subito violenze ed abusi. Secondo le perizie depositate alcuni di loro hanno riportato danni irreparabili, per questo tra i tanti reati contestati c’è quello di lesini gravissime. Claudio Foti, lo psicoterapeuta fondatore dell’associazione Hansel e Gretel è già stato condannato a quattro anni in abbreviato, mentre nel processo appena iniziato è coinvolto anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, che deve rispondere di abuso d’ufficio. 

Il servizio di Luca Ponzi