Strage di Marzabotto, Germania condannata a risarcire le vittime

Sentenza del Tribunale civile di Bologna sugli eccidi del 1944

Strage di Marzabotto, Germania condannata a risarcire le vittime
Ansa
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Uno dei più efferati crimini di guerra del secondo conflitto mondiale, l'eccidio di Marzabotto. Ottocento persone, donne uomini, bambini e anziani, trucidati a Monte Sole dalle Waffen SS dell'esercito tedesco tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. Quasi 80 anni dopo, la giudice del tribunale civile di Bologna Alessandra Arceri ha condannato la Repubblica Federale Tedesca a risarcire 33 persone tra famigliari ed eredi di alcune delle vittime del massacro. Secondo la sentenza i soldati "agirono seguendo l'ordine di uccidere tutti e distruggere tutto. Le atrocità compiute - scrive la giudice - non dipendevano da scelte individuali, ma erano parte integrante di un preciso disegno strategico ideato al vertice del Reich".

La decisione mette in discussione una pronuncia del 2012 della Corte internazionale dell'Aia, che stabilisce l'immunità degli Stati rispetto ai crimini di guerra commessi dai propri militari. Per le vittime restava solo la speranza di ottenere giustizia in sede penale. L'Italia, però, non ha recepito la disposizione del tribunale internazionale con una legge, perché la Corte costituzionale l'ha ritenuta in contrasto con la Costituzione. Nel corso del procedimento a Bologna, la Germania si è opposta alla richiesta di risarcimento, ma hanno prevalso le ragioni dei famigliari delle vittime, assistiti dagli avvocati Andrea Speranzoni, Roberto Nesci e Antonella Micele. L'azione risarcitoria contro uno Stato è stata ritenuta legittima e questo potrebbe stabilire un precedente giuridico. Ora un consulente contabile quantificherà i risarcimenti, che saranno erogati con fondi messi a disposizione dall'Italia.