Bonus edilizi e frodi sui crediti di imposta, sequestro da 100 milioni

Indagine della procura di Parma, eseguite quattro misure cautelari in carcere

Bonus edilizi e frodi sui crediti di imposta, sequestro da 100 milioni
LCC
Guardia di Finanza (archivio)

Un sistema, una sorta di regia capace di creare crediti di imposta falsi per lavori edilizi mai eseguiti, poi in grado di frammentarli verso una serie di soggetti economici, generalmente non operativi e quindi alla fine di monetizzarli, vendendo i crediti a Poste Italiane. E' quanto emerso da un'indagine della Guardia di Finanza di Parma
che, coordinata dalla Procura, ha eseguito quattro misure cautelari in carcere e una ai domiciliari, oltre a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 96
milioni di euro di crediti di imposta, che si aggiungono ad altri 13 sequestrati ad aprile. L'ammontare della frode riguarda crediti per 110 milioni, monetizzati solo per un 10%.
Si tratta di crediti connessi a bonus facciata, sisma bonus ed ecobonus, introdotti col decreto rilancio del Governo: la norma ha previsto la possibilità di cedere credito d'imposta a terzi, tra cui banche e intermediari finanziari. Quelli al centro dell'inchiesta sono stati tutti creati nel 2021, prima dell'entrata in vigore delle più stringenti misure del decreto anti-frode.
Sono state fatte perquisizioni, oltre che a Parma, anche in Lombardia e nel Lazio e diversi sono gli indagati. 

Nel servizio di Giulia Bondi le interviste al procuratore capo di Parma Alfonso D'Avino e al colonnello Fernando Capezzuto della Guardia di Finanza di Parma.