Caro energia, l'allarme di Confindustria: "Nord a rischio deindustrializzazione"

L'avvertimento dei presidenti delle associazioni degli industriali di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto

Caro energia, l'allarme di Confindustria: "Nord a rischio deindustrializzazione"
TGR Emilia Romagna
Energie alternative, la sfida del futuro

“Impatto devastante", una “minaccia alla sicurezza nazionale”. I presidente delle Confindustrie di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto non usano mezzi termini per descrivere gli effetti sull'economia dell'Italia settentrionale dell'emergenza energetica, i cui costi extra - viene calcolato - ammontano a 40 miliardi. L'allarme è stato lanciato al termine di un incontro con gli assessori allo Sviluppo Economico delle quattro Regioni . 

"Il tempo è ampiamente scaduto e una decisione in sede Ue non è più differibile" affermano i presidenti delle Confindustrie, spiegando che dal 2019 al 2022 il totale dei costi di elettricità e gas sostenuti dal settore industriale delle quattro regioni ammontava a circa 4,5 miliardi di euro, mentre nel 2022 gli extra-costi raggiungeranno - nell'ipotesi più ottimistica - una quota pari a circa 36 miliardi di euro. Ma, è la previsione più fosca, potrebbe anche superare i 41 miliardi nello scenario di prezzo peggiore. Per questo vengono invocate misure per calmierare i prezzi di gas ed energia elettrica: in particolare - dicono gli industriali - è necessario "sostenere con decisione l'impegno del Governo in carica nella difficile trattativa con gli altri Paesi a livello europeo per l'introduzione di un tetto al prezzo del gas". 

In linea con l'appello del presidente nazionale Carlo Bonomi, i presidenti delle Confindustrie del nord sottolineano che la situazione ha “caratteri di straordinarietà e urgenza indifferibile”, con il rischio che venga annullato il rilancio economico post pandemia.