Corruzione e estorsione, chiusa nuova indagine sui Si Cobas

A Bologna chiesto il rinvio a giudizio per undici persone: 'Ricatti per gli appalti'

Corruzione e estorsione, chiusa nuova indagine sui Si Cobas
Ansa
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Dopo Piacenza, arriva a conclusione un'altra inchiesta che accusa un sindacato di base della logistica in Emilia-Romagna. La Procura di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone, tra cui quattro rappresentanti di Si Cobas e altri interessati alla gestione di un consorzio di cooperative che, a vario titolo, rispondono di associazione per delinquere finalizzata a corruzione tra privati, estorsione, false fatturazione, false dichiarazioni sociali e la violazione della legge 300 del 1970 che regola i rapporti di lavoro tra società e rappresentanti sindacali. Coinvolti anche alcuni rappresentanti legali di società che si sarebbero prestati a emettere fatture per operazioni inesistenti. 
L'indagine dei carabinieri di San Giovanni in Persiceto, coordinata dal pm Antonello Gustapane, ipotizza che quattro, tra dirigenti e funzionari Si Cobas, siano stati beneficiari di soldi, benefit, utilità e servizi indebitamente dovuti, da parte di alcune società che attraverso la loro opera si sarebbero garantite appalti nel settore, soprattutto nella zona dell'Interporto di Bologna e Caab. Secondo gli inquirenti, i quattro avrebbero assicurato la pace sindacale in cambio della garanzia sull'esternalizzazione dei servizi di alcune attività logistiche alle società compiacenti, appartenenti ad un unico gruppo. In caso contrario i sindacalisti - è la tesi dell'accusa - avrebbero messo in atto proteste, costringendo le società ad affidare gli appalti alle coop piuttosto che subire danni per il blocco delle attività. Gli episodi contestati vanno dal 2018 al 2021 e hanno interessato cinque società del Bolognese, operanti anche all'estero. Sono state accertate dazioni indebite sotto varie forme per 150.000 euro e l'utilizzo gratuito da parte dei sindacalisti di dieci auto noleggiate, anche di grossa cilindrata.

Il servizio di Francesco Tomei, montaggio di Alberto Carroli.