Allo Storchi di Modena

Addio a Napoli, città che ferisce a morte

Il romanzo "Ferito a morte" di Raffaele La Capria adattato per il teatro da Roberto Andò ed Emanuele Trevi

Addio a Napoli, città che ferisce a morte
Lia Pasqualino
"Ferito a morte"

L'ultima giornata di Massimo De Luca, un giovane borghese napoletano degli anni Cinquanta, prima della sua partenza per Roma, disgustato della sua città che “o addormenta o ferisce a morte”. Fra i ricordi della pesca subacquea, delle bombe in tempo di guerra, di amori mancati e di stanchi pettegolezzi fra amici e familiari. E poi la nostalgia e il ritorno, passati gli anni. 

Il romanzo di Raffaele La Capria, “Ferito a morte” è un capolavoro del Novecento fatto di flussi di coscienza e numerosi piano che si intrecciano. Una sfida trasformarlo per il palcoscenico: lo hanno fatto il regista Roberto Andò e lo scrittore Emanuele Trevi, che ha adattato le pagine di La Capria. 

In scena a Modena, Francesco Satta l'ha visto e ha intervistato il protagonista Andrea Renzi.