Dall'inchiesta nuove intercettazioni confermerebbero l'omicidio di Saman

In una intercettazione un amico del padre, residente a Bologna, ha detto al fratello della giovane: "Chi ha fatto questa cosa l'ha fatta per l'onore”

Dall'inchiesta nuove intercettazioni confermerebbero l'omicidio di Saman
Dalet
Il procuratore capo di Reggio Gaetano Paci

Una telefonata due giorni prima del natale 2021, tra il fratello di Saman e un pachistano originario dello stesso villaggio (ma residente a Bologna) è l’ennesima conferma che Saman è stata uccisa e che è stato fatto per il suo rifiuto di obbedire agli usi tribali. 

Yasir, questo il nome dell’uomo,  era stato incaricato da Shabbar Habbas, il padre della ragazza, di occuparsi del giovane rimasto in Italia. Si è anche incontrato con lui, autorizzato dai servizi sociali. In una intercettazione ha tranquillizzato il minorenne, che ogni tanto piangeva,  dicendogli: “Chi ha fatto questa cosa l'ha fatta per l'onore”. 

Il quadro disegnato dagli investigatori  si completa così  con sempre maggiori dettagli. E comincia a dar frutto il lavoro compiuto sottotraccia dal procuratore nei mesi scorsi, in collaborazione con l’Interpol e le autorità diplomatiche, dal procuratore capo di Reggio Emilia, Gaetano Paci, per far arrivare in Italia anche i genitori di Saman, che dal giorno del delitto sono in Pakistan. Le autorità pachistane hanno finalmente  incaricato dell’arresto di Shabbar e Nazia la polizia del Punjab. 

Ora bisognerà capire cosa accadrà nella realtà, visto che i genitori di Saman vivono in un piccolo villaggio, dove le decisioni prese nella capitale vanno sempre messe a confronto con il volere dei potentati locali. 

Il servizio di Luca Ponzi