Gessi dell'Emilia-Romagna nella Lista Unesco 2023

Dopo la visita della commissaria Gordana Beltram, queste meraviglie ambientali e geologiche potranno diventare patrimonio dell'umanità

Gessi dell'Emilia-Romagna nella Lista Unesco 2023
TGR Emilia-Romagna
Una visita dentro i Gessi

Dopo una settimana di sopralluoghi ed incontri per conoscere i Gessi emiliano-romagnoli, si è conclusa la visita della commissaria Unesco Gordana Beltram in Emilia-Romagna: si tratta di un passaggio previsto dalla procedura che, in caso di esito positivo, potrà portare  la prossima estate all'ingresso nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità 2023. 

Per la Commissaria è stata un’occasione per toccare con mano un fenomeno dalle caratteristiche uniche come il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale”: si tratta di sette siti, traa  le province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna: Alta Valle Secchia, Bassa Collina Reggiana, Gessi di Zola Predosa, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola, Evaporiti di San Leo, Gessi della Romagna Orientale. Aree accomunate dalla presenza di rocce che si sono formate nel corso dei millenni in seguito all’evaporazione delle acque marine che ricoprivano queste zone e alla concomitante concentrazione dei sali minerali tra cui  appunto il gesso.

La decisione del Consiglio  direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco di proporre il carsismo emiliano-romagnolo come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale per il 2023 è del gennaio scorso. L’iter di valutazione si concluderà nell’estate del 2023 con il pronunciamento definitivo del Comitato internazionale Unesco.